SPORTELLO PER IL BENESSERE PSICOLOGICO
Quali sono le problematiche che si possono riscontrare, dal punto di vista psicologico, in un paziente nefropatico dializzato?
Le maggiori fonti di stress del paziente nefropatico cronico, sono i cambiamenti nelle relazioni sociali, di coppia, la frequenza delle medicalizzazioni che ovviamente comporta una riorganizzazione personale e familiare, oltre che la percezione di sé che va completamente a modificarsi. L’equilibrio che, con tanta fatica, ognuno di noi acquisisce
nel corso del tempo, ad un certo punto con una diagnosi viene minacciato. Per il paziente dializzato, in particolare, c’è una significativa scissione tra autonomia e dipendenza nel senso che, la persona si rende conto – da quel momento – che la propria sopravvivenza è strettamente legata ad una macchina. Un vero tsunami cognitivo ed emozionale poiché coinvolge tutte le risorse personali, i progetti per il futuro, i legami affettivi, la percezione stessa di stare al mondo. Le problematiche fondamentali riguardano l’esposizione continua e ripetuta nel tempo di emozioni negative, che se non riconosciute e elaborate, espongono all’insorgere di un quadro ansioso o depressivo
PROFESSIONISTI DELLO SPORTELLO PSICOLOGICO
L'equipe del servizio è composta da professionisti del benessere e della salute, il cui compito è quello di supportare emotivamente il paziente ed i suoi familiari, trovando le risorse per affrontare i cambiamenti che la patologia impone a livello, sociale, familiare e lavorativo.
Dott.ssa Silvia Sidoni - Responsabile dello Sportello per il benessere Psicologico
Come è nata la collaborazione con l'ASNET e qual è l'obiettivo che con questo progetto si vuole raggiungere?
«È una semenza gettata a maggio 2021, di cui adesso godiamo i fiori entrando in una fase di impollinazione, per usare una metafora con madre natura. Semenza gettata in realtà sulla base di una richiesta fatta dall' ASNET , di poter creare uno spazio di supporto e sostegno a quello che è il benessere psicologico dei pazienti nefropatici. Un progetto che è appunto in fase di impollinazione, realizzato anche durante la giornata mondiale del rene. Una giornata importante anche perché ha fornito un'ottima e confortante risposta da parte degli stessi addetti ai lavori intervenuti nell'ambito clinico e universitario tra i quali una nutrizionista del territorio, la Dott.ssa Romina Secci , e il responsabile della nefrologia del Brotzu, il Prof. Antonello Pani . Un incontro stimolante, dove si è riconosciuta coralmente la necessità di avere uno spazio multidisciplinare di confronto (nefrologi, nutrizionisti, psicologi clinici e dello sport, preparatori atletici). L'obiettivo è quello di promuovere il benessere psicologico e dare degli strumenti per accettare una nuova condizione fisica e psichica, dare nuovi significati all'esistenza a livello individuale e familiare. Fare cultura del benessere. Seguendo questo spirito si è aperto un dialogo e una collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute dell'Università di Cagliari nella figura del suo Direttore, il Dott. Marco Guicciardi , e con la preziosa competenza della Presidente dell'Ordine delle Psicologhe e Psicologi della Sardegna la Dott.ssa Angela Quaquero ; entrambi hanno ben visto il progetto proprio nell'ottica di un benessere psicologico della persona, nella fattispecie del paziente nefropatico».
INTERVISTA ALLA RESPONSABILE DELLO SPORTELLO PSICOLOGICO
Il suo curriculum parla da sé ma vorrei lei a presentarsi ufficialmente ai nostri soci e pazienti. Quali sono le patologie ed i disturbi di cui si occupa?
«In sintesi, mi occupo di clinica e disagio psichico. Chi si rivolge ad un terapeuta lo fa in generale nel caso in cui abbia un malessere che è riconducibile a tutta una serie di sintomi specifici quali ansia , depressione , attacchi di panico , ovvero in quei casi in cui il malessere è meno identificabile con una sintomatologia ma è comunque una fonte di
sofferenza. La persona spesso va da un professionista perché vedersi sempre gli stessi errori nella propria vita, ad esempio nell'ambito relazionale, familiare e lavorativo oppure per valorizzare quelle che sono le proprie risorse, trovare dei nuovi modi per stare con se stessi e con gli altri . Per potenziare, mettiamo così, la propria persona».
Nel caso specifico, quali sono le problematiche che si possono riscontrare, dal punto di vista psicologico, in un paziente nefropatico dializzato?
«Le maggiori fonti di stress del paziente nefropatico cronico, sono i cambiamenti nelle relazioni sociali, di coppia, la frequenza delle medicalizzazioni che ovviamente comporta una riorganizzazione personale e familiare, oltre che la percezione di sé che va completamente a modificarsi. L'equilibrio che, con tanta fatica, ognuno di noi acquisisce
nel corso del tempo, ad un certo punto con una diagnosi viene minacciato. Per il paziente dializzato, in particolare, c'è una significativa scissione tra autonomia e dipendenza nel senso che, la persona si rende conto – da quel momento – che la propria sopravvivenza è strettamente legata ad una macchina. Un vero tsunami cognitivo ed emozionale poiché coinvolge tutte le risorse personali, i progetti per il futuro, i legami affettivi, la percezione stessa di stare al mondo. Le problematiche fondamentali riguardano l'esposizione continua e ripetuta nel tempo di emozioni negative , che se non riconosciute ed elaborate, espongono all'insorgere di un quadro ansioso o depressivo».
Quali strumenti si possono usare per aiutare il paziente dializzato ad affrontare questo percorso?
«Innanzitutto, quello di portare ad un livello di consapevolezza le reazioni normali della psiche di fronte allo stress. Ad esempio, i gruppi che si stanno formando adesso hanno come obiettivo anche un intervento informativo rispetto a come la psiche in maniera normale reagisce a determinate situazioni di minaccia. Gestire le emozioni significa, prima di tutto, conoscerle. Il ciclo di incontri prevede proprio una divisione per momento della patologia: dalla diagnosi , alla dialisi , fino al trapianto e post trapianto , tutti momenti e realtà che coinvolgono emotivamente in maniera differente. Sapere che la psiche si confronta con certe sfide, come avviene in ognuna di queste fasi, reagisce in un determinato modo, significa anche poter prevedere le reazioni emotive , non spaventarmi quindi se mi sto sentendo così arrabbiato, angosciato, depresso. Durante gli incontri di gruppo e individuali, vengono forniti degli strumenti come le tecniche di rilassamento e strategie per migliorare la propria qualità di vita, che variano a seconda dell'età del soggetto e della condizione socioeconomica. Ad esempio seguire l'alimentazione e il piano terapeutico è fondamentale, così come cercare un modo affinché questi due aspetti non incidano sulla socialità».
Quanto è importante il supporto dei familiari e delle persone che si prendono cura?
«La famiglia nel nostro Paese è il posto privilegiato di cura. Un po' per cultura e un po' per insufficienza di quelli che possono essere i servizi dedicati. La patologia rappresenta anche una prova per l' equilibrio psico-fisico di chi se ne prende cura, dell'intero nucleo familiare, non solo del paziente. Chi presta le cure, a lungo andare, è sottoposto comunque a un carico emotivo importante ed a una sofferenza personale sommata a quella del familiare a cui assiste. Sicuramente le modalità con cui viene comunicata la diagnosi, in termini di chiarezza , obiettività ed empatia , consente ai familiari e al paziente di capire a cosa si sta andando incontro. C'è poi un altro aspetto che è un po' più complesso da affrontare: le implicazioni esistenziali . Nel senso che, la patologia nefropatica consegna un futuro che è incerto. Accettare una nuova condizione vuol dire anche trovare una nuova identità sia come persone sia come famiglia, per potersi pensare in maniera differente».
PSICOLOGO
Lo sportello darà la possibilità ai pazienti di potersi confrontare con delle psicologhe che rimarranno a disposizione per un tempo limitato, ognuna di loro ha una caratteristica che la contraddistingue.
Dott.ssa Stefania Loi - terminato
Si è laureata con Lode presso l'Università degli studi di Cagliari nel 2019 con una tesi sperimentale dal titolo “Gli effetti della differenziazione del sé sull'adattamento diadico e la soddisfazione sessuale. Un confronto tra Italia e Spagna”.
Durante e dopo la sua carriera accademica ha lavorato nelle equipe psico-educative di associazioni che si occupavano di adolescenti e adulti con disturbo dello spettro autistico e comunità terapeutiche psichiatriche e socio-educative.
Ha coltivato e coltiva tuttora un forte interesse per l'ambito della psicosessuologia, motivo per cui ha intrapreso diversi corsi di formazione riguardanti la materia, tra cui la formazione in consulenza sessuale.
Iscritta all'Albo degli Psicologi e delle Psicologhe della Sardegna.
Dott.ssa Federica Casula - terminato
Psicologa ad indirizzo clinico, si è laureata con lode in Psicologia Clinica presso l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro nel 2018, attualmente opera in regime libero professionale, svolgendo valutazioni psicodiagnostiche e neuropsicologiche e fornendo supporto e sostegno psicologico nelle varie fasi del ciclo di vita
Ha svolto attività di ricerca, clinica e didattica presso l'UOS Psicologia e Neuropsicologia Clinica c/o l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale Policlinico di Bari, UOC Neurologia Universitaria “Amaducci”, occupandosi principalmente di valutazioni neuropsicologiche e psicodiagnostiche per pazienti con disturbi psichiatrici , neurologici e neuro cognitivi e di supporto psicologico ad adolescenti nei periodi pre- e post-operatorio in interventi chirurgici di ortopedia e traumatologia.
Iscritta all'albo degli Psicologi e delle Psicologhe della Regione Puglia.
Dott.ssa Maura Milia - in corso
Si è laureata presso l'Università di Cagliari con una tesi sperimentale dal titolo “Workaholism e Job Crafting nel lockdown del COVID-19: Uno studio quanti-qualitativo”.
Psicologa e specializzanda in Psicologia della Salute, con una formazione in ambito comunitario e dell'intervento psicologico e sociale.
Durante il tirocinio post-laurea c/o il Centro di Cultura Psicoanalitica a Cagliari, ha acquisito competenze nella gestione del colloquio clinico e nell'uso dei principali test psicodiagnostici.
Ha svolto attività di volontariato che ha avuto una influenza importante sulla scelta dei sul percorso formativo.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi e delle Psicologhe della Sardegna.
LA PSICOLOGA RISPONDE
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TAVOLA ROTONDA SUL BENESSERE PSICOLOGICO
MODERATRICE: Dr.ssa Silvia Sidoni
Professionisti che interverranno:
Prof. Marco Guicciardi
Università degli studi di Cagliari | Direttore della Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute
Dr. Giuseppe Masnata
Responsabile Nefrourologia Pediatrica ARNAS “G. Brotzu” Cagliari
Prof. Antonello Pani
Università degli Studi di Cagliari | Dir. Nefrologia ARNAS “G. Brotzu” Cagliari
Dr.ssa Angela Quaquero
Presidentessa dell'Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna
Dr.ssa Fabrizia Salvago
Responsabile del Servizio Psicologia ARNAS “G. Brotzu” Cagliari
«La tavola rotonda si ispira ad un approccio interdisciplinare, nel tentativo di proporre una sintesi tra punti di vista differenti, quello nefrologico e quello psicologico rispetto alle sfide e alle criticità che possono correre nel corso del ciclo di vita nel caso di diagnosi di malattia renale cronica.
La patologia renale si può manifestare durante tutto l'arco della vita, dall'età pediatrica a quella senile, con implicazioni per il soggetto e per i suoi familiari ben differenti.
Tale è il motivo della presenza di professionisti che si occupano di benessere in maniera trasversale.
Obiettivo dell'evento, prosegue la dott.ssa Sidoni:
«Un confronto tra competenze professionali differenti che lavorano con il medesimo scopo, ovvero il benessere del paziente nefropatico nella sua dimensione unitaria ''corpo-psiche'': un focus, dunque, sul benessere fisico e mentale.
L'evento è aperto agli addetti ai lavori, ai pazienti e loro familiari, l'attenzione sarà rivolta alle implicazioni fisiche, organiche, emotive e cognitive connesse alle condizioni di malattia e la promozione di stili di vita salutari».
Perché la salute, passa anche dalla mente!
