La dialisi, un trattamento essenziale per i pazienti con insufficienza renale cronica, può avere un impatto significativo sulla percezione di autonomia personale e di indipendenza dei pazienti: da quel momento la persona si rende conto che la propria sopravvivenza è strettamente legata ad una macchina. La necessità di trattamenti regolari e prolungati può limitare gravemente le loro attività quotidiane e la qualità della vita (Doan et al., 2024). Questo impatto sulla loro capacità di mantenere un normale stile di vita può contribuire a sentimenti di frustrazione e impotenza (van Eck van der Sluijs et al., 2021)
Queste limitazioni non solo influiscono sulla vita pratica dei pazienti, ma possono anche avere conseguenze psicologiche, come stress, ansia e depressione, aggravando ulteriormente la loro percezione di qualità della vita (Rodríguez-Prat et al., 2016).
I sintomi fisici come il dolore, la fatica e i problemi di mobilità contribuiscono anch’essi allo stress emotivo. Inoltre, la natura cronica della malattia renale, insieme alle esigenze della dialisi e alle restrizioni dietetiche, esacerba queste sfide psicologiche (Hansen et al., 2022).
Tuttavia, esistono alcuni fattori che possono contribuire positivamente alle gestione di tale carico emotivo. In primis, il supporto da parte degli operatori sanitari, in particolare degli assistenti sociali e del personale delle unità renali, svolge un ruolo cruciale nell’aiutare i pazienti ad adattarsi alla loro condizione. Una comunicazione efficace e il supporto emotivo da parte del personale possono alleviare parte dello stress psicologico (Sein et al., 2020)
Anche il mantenimento di un atteggiamento ottimista, il confronto diretto dei problemi e il supporto reciproco tra pazienti possono essere delle strategie utili per far fronte alla gestione della malattia (Al Sharji et al., 2022). Altri fattori di cruciale importanza sono la presenza di un supporto sociale e familiare che ricoprono un ruolo chiave nel miglioramento della compliance terapeutica (cioè l’aderenza del trattamento), nel facilitare l’accesso alle cure e nella gestione delle problematiche psico-sociali del paziente. Questo deriva dal fatto che la percezione di avere qualcuno su cui fare affidamento è associata a esiti di salute migliori, comportamenti di salute positivi e una minore sofferenza psicologica (Jaremka et al., 2018).


