Nuovo traguardo sul fronte dei trapianti in Sardegna: anche presso l’ARNAS Brotzu di Cagliari, dopo l’AOU di Sassari e l’Ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, il programma di donazione a cuore fermo controllato è stato avviato. Ed è stato eseguito da parte del Centro Trapianti di rene del Brotzu il primo trapianto di rene con organo prelevato da questa tipologia di donatore, aprendo ulteriori nuove speranze tra i pazienti in lista di attesa.
“La Sardegna ha una vocazione consolidata in questo settore che oggi trova conferma con gli ottimi risultati che stanno arrivando anche grazie all’utilizzo di tecniche di assoluta avanguardia, recentemente introdotte nella nostra regione”. Così l’assessore della Sanità Armando Bartolazzi, che ha voluto fortemente questo progetto ed ha avviato in sinergia con il Centro Regionale Trapianti le premesse per la realizzazione del protocollo regionale di donazione a cuore fermo (cDCD): nel 2024, infatti, è stato istituito il tavolo tecnico regionale che ha poi seguito la stesura del suddetto Protocollo approvato con delibera della Regione Sardegna n. 8/26 il 5.02.2025.
“I numeri dell’attività di trapianto nel suo complesso sono buoni – evidenzia l’assessore -, con una media costante di oltre 70 trapianti all’anno, esclusa una leggera flessione nel periodo covid. Le percentuali di consenso sono nettamente superiori a quelle nazionali, con oltre 9 punti percentuali in più nel 2024”.
Nel processo di donazione a cuore fermo effettuata al Brotzu è stato dato avvio alla procedura prevista per i casi di specie, coordinata dal Centro Regionale trapianti diretto da Lorenzo D’Antonio, coadiuvato da Francesca Zorcolo in sinergia con il Coordinamento Locale, diretto da Antonio Manti. Il procedimento, particolarmente complesso, ha richiesto la partecipazione multidisciplinare di tutti gli operatori sanitari delle strutture dell’Arnas: Rianimazione, Neuroradiologia, Cardionaestesia, Laboratorio – Anatomia patologica e Centro Trasfusionale, Servizio di Psicologia, Neurologia e delle Professioni sanitarie. Il trapianto d’organo infine è stato effettuato grazie al lavoro coordinato dall’equipe delle Strutture di Urologia, diretta da Andrea Solinas e Nefrologia e Dialisi, diretta da Antonello Pani.
“L’intervento – spiega D’Antonio – è stato realizzato nei giorni scorsi grazie alla generosità di un uomo che aveva espresso in vita la propria volontà donativa. A ricevere l’organo un paziente affetto da insufficienza renale cronica iscritto in lista di attesa regionale. La donazione a cuore fermo controllato consentirà anche nella nostra regione, così come in tutto il nostro Paese, di ampliare la platea dei potenziali donatori, ed attraverso il rafforzamento della rete trapianti regionale, permetterà di aumentare il numero dei pazienti che possono essere trapiantati così riducendo i tempi di attesa in lista, migliorarne l’outcome, ridurre la mortalità in lista di attesa”.
Esprime soddisfazione il commissario straordinario Maurizio Marcias: “Il primo trapianto da donatore a cuore fermo eseguito all’ARNAS G. Brotzu rappresenta un risultato di straordinaria rilevanza, non solo per la nostra Azienda, ma per l’intera rete regionale, che compie un deciso passo avanti verso standard sempre più elevati di qualità, sicurezza ed equità. È un traguardo che guarda al futuro della medicina trapiantologica, e alla vita di chi attende con speranza l’unica terapia possibile: il trapianto”.
“Un sentito e profondo ringraziamento – commenta il Dott. Antonio Manti, Direttore del Coordinamento locale – va a tutti i donatori di organi della Sardegna e alle loro famiglie che con un gesto di straordinaria generosità e altruismo hanno scelto di donare vita. È grazie a loro se la nostra Isola si conferma tra le regioni più virtuose d’Italia per numero di donazioni, testimoniando una forte sensibilità civile e un profondo senso di comunità”.


