E' un vero e proprio calvario, ancora oggi, per i pazienti affetti da nefropatia che ogni settimana
devono recarsi a fare la dialisi presso le strutture sanitarie del territorio isolano con la propria auto o con l'ambulanza con ingenti costi a carico dei pazienti.
Ecco che le associazioni sarde ASNET e ANED hanno scritto al Direttore generale della Sanità,
Luciano Oppo, e al Direttore generale ARES, Giuseppe Pintor, per chiedere di assicurare ai
malati il loro diritto ad un trasporto appropriato.
"Non è sempre semplice - spiega Bruno Denotti, Presidente regionale ASNET - portare presso la
struttura sanitaria preposta un paziente affetto da questa patologia con importanti problematiche di deambulazione, quando arriva ad essere critica,
con una semplice auto di uso familiare. Stiamo parlando di un trasporto sanitario indispensabile: il
trasporto dei pazienti che hanno l'esigenza di fare la dialisi può essere infatti complesso a seconda
delle condizioni cliniche dell'assistito".
"Numerose sono le segnalazioni - evidenzia il Presidente ASNET - che sono pervenute alla nostra
associazione di familiari in difficoltà a trasportare nella propria semplice vettura il proprio caro. Il
servizio gestito dall'ambulanza e dall'équipe del 118 per questi casi è dunque fondamentale".
"Questo servizio sanitario - aggiunge Annibale Zucca, Segretario regionale ANED - ha trovato
conferma nella disciplina relativa ai LEA approvata nel 2017, ma ad oggi in Sardegna la delibera
dedicata non è ancora entrata in vigore. Né abbiamo appreso di iniziativa a riguardo".
“Abbiamo dunque volto un appello fiduciosi di una risposta in tempi brevi – concludono Denotti e
Zucca - ai Direttori generali Oppo e Pintor afferenti alle strutture di competenza a seguire la
problematica, chiedendo senza più rinvii le tempistiche di attuazione della deliberazione n. 45/13
del 20.12.2023, che riguarda, tra i vari punti, anche il trasporto dei pazienti nefropatici ai centri
dialisi”.

Sportello psicologico
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