Il piacere del formaggio senza rinunciare al sapore
Il formaggio FriP (una italianizzazione delle parole “Free Phosphate”) è un alimento che, con la sua assunzione, è compatibile anche con le limitazioni dietetiche tipiche del paziente con insufficienza renale. Il progetto è portato avanti dal Policlinico di Milano e nasce da un’idea del dott. Ardissino, che da 30 anni si occupa di neonati affetti da malattie renali, che, non potendo rinunciare al latte, assumono l’alimento con l’integrazione aggiuntiva di calcio carbonato.
Il calcio carbonato è un integratore alimentare inodore e insapore che non altera il gusto del latte, facendolo accettare dal bambino con facilità.
L’eccesso di calcio nel latte determina la precipitazione del fosforo, scongiurandone quindi l’accumulo nel sangue.
La produzione e la distribuzione di formaggi idonei anche al paziente nefropatico è resa possibile in quanto il latte (di mucca, di pecora, di bufala o di capra) è stato “arricchito” di calcio (sotto forma di calcio carbonato) per intrappolare i fosfati che sono abitualmente presenti in quantità molto elevata nei formaggi e particolarmente in quelli a lunga stagionatura.
Tutti noi conosciamo fin troppo bene le privazioni dietetiche alle quali sono esposti i pazienti con malattia renale per evitare l’accumulo di sostanze che il rene malato farebbe fatica ad eliminare, e tra queste limitazioni vi sono anche i formaggi, appunto perché ricchi di fosforo (oltre che di sale).
Il fosforo, accumulandosi nel sangue, può precipitare calcificando i vasi e creando quindi conseguenze cardio-circolatorie gravi e permanenti; per questa ragione i formaggi a lunga stagionatura sono abitualmente proibiti nelle fasi avanzate dell’insufficienza renale.
Proibire è facile, rinunciarvi è più complesso! Il formaggio FriP non risolve tutte le problematiche nutrizionali del paziente con insufficienza renale, ma ha il pregio di sostituire la proibizione con una proposta alternativa del prodotto. Tali prodotti, per l’appunto, designati con l’indicazione FriP, sono stati testati in uno studio clinico ed hanno dato prova della loro compatibilità di consumo da parte del paziente nefropatico, senza che causassero alcun incremento di fosforemia, bensì una sua riduzione di circa il 15%.
Tra gli elementi positivi della metodica FriP, vi è il fatto di poterla applicare a qualsiasi tipologia di formaggio e quindi di essere in grado di rispettare le tradizioni locali o le preferenze individuali, lasciando un margine di variabilità al paziente, che potrà quindi scegliere il proprio formaggio FriP preferito.
Attualmente nella penisola sono sempre di più i caseifici che producono il formaggio FriP, e di recente è iniziata anche nella nostra isola la produzione, con i caseifici di Villanova Monteleone e Lotzorai che produrranno un formaggio pecorino ed un caprino tipico della nostra tradizione casearia isolana.


